Portale Turistico di Strada dei Parchi

Tag Cloud

Un modo nuovo ed originale di cercare e trovare sul sito:
 
  • Benvenuti
  • Il Rito dei Serpari
  • Scanno
Cocullo è un paese di circa cinquecento abitanti, posto ai confini tra la valle Peligna e la Marsica.

Il significato del nome si presta ad una duplice interpretazione: può derivare dal greco "conculion" conchiglia, oppure dal latino "cucullus" che vuol dire copricapo di forma appuntita.

Entrambe rispecchiano la sua conformazione: un gruppo di case aggrappate sulla cima di una roccia impervia. Dall'alto dei 900 metri, Cocullo domina l'antica valle del Flaturno che va a congiungersi con le spettacolari Gole del Sagittario.

Circondano Cocullo ambienti naturalistici di notevole interesse come il nuovissimo Parco Nazionale della Majella e l'altopiano delle Cinquemiglia, famoso per le sue stazioni di sport invernali.

Paese di tipica fattura medioevale con il castello in alto, il centro abitato intorno ed il tutto cinto da da mura. Nella piazza principale è posta la Chiesa della Madonna delle Grazie, di stile romanico-abbruzzese, risalente al XII-XIII secolo, edificata sui resti di un tempio dedicato a Giove.

Cocullo con il suo passato ricco di storia e cultura, offre ai turisti una serie di manifestazioni, primo il Culto dei Serpari, che valorizzano usi e costumi folkloristici e culinari di grande suggestione.

Oggi, la presenza della stazione ferroviaria e del casello autostradale consente un facile collegamento con i maggiori centri dell'Italia centrale.

Da vedere:

Torre medioevale, Fontana a tre arcate, Chiesa di S. Domenico, Madonna delle Grazie, Porte urbiche medievali

Servizi Utili

Municipio - Via Europa - Tel. 0864.49117
Farmacia 0864.49423
Carabinieri 0864.49220
Ristorante Elisabetta, tel. 0864.4945
A Cocullo , ogni anno il primo giovedí di maggio si celebra una festa in onore del patrono San Domenico, un prete benedettino nato presso Foligno è morto nel 1031 a Sora.

Si racconta che l' abate nel suo peregrinare capitasse dalle parti di Cocullo verso l' anno 1000.

Siccome lui in quegli anni era già conosciuto, gli abitanti del piccolo paesino lo accolsero con tutti gli onori.

E quando se ne andò, lasciò un antiveleno , perché i serpenti in quella zona erano molto diffusi.

Così San Domenico è diventato "il santo delle serpi" .

All'inizio della primavera i paesani di Cocullo battono la campagna in cerca di serpenti. In genere vengono catturate 4 specie: il cervone, il colubro, la biscia e la serpe nera. I serpenti vengono conservati in sacchetti o in vasi riempiti di crusca.

Nelle chiese dove si celebra la Messa, i fedeli compiono due gesti particolari:

1) raccolgono terra che viene mischiata con polvere dei muri della chiesa, che poi viene sparsa nelle case e sui campi per difendere i bambini dai morsi dei rettili;
2) addentano la corda della campanella perché così le persone vengono protette contro il mal di denti e contro i morsi dei cani rabbiosi.

Ma il momento culminante è la processione.

La statua di San Domenico viene portata fuori dalla chiesa e percorre le strade fra suoni di campane e spari di mortaretti.

Poi entrano in azione i serpari che gettano sulla statua i serpenti. I fedeli accompagnano la statua fino ai limiti di una vallata. La processione inizia a mezzogiorno e finisce nel pomeriggio, ma a Cocullo la festa continua fino a sera, e il giorno dopo, tutto il paese ha qualcosa da raccontare!

La ricorrenza avviene il 1° giovedi di maggio e, a causa dei numerosissimi visitatori, si consiglia di arrivare a Cocullo nelle prime ore della mattina.
Il paese di Scanno sorge a 1050 m su uno sperone che si affaccia sulla valle del Sagittario.

E' un paese antico che conserva palazzi, monumenti e tradizioni che lo rendono unico nel suo genere.

Tra le chiese ricordiamo S. Maria della Valle , del duecento ma rimaneggiata nel XVI secolo, e tra i palazzi ricordiamo Casa Mosca del 1564.

Il Museo della lana è un museo d'identità di un paese che ricostruisce la cultura pastorale dell'Abruzzo attraverso gli utensili e gli interni delle case.

Il museo ricostruisce le antiche lavorazioni della lana delle pelli e dei formaggi e raccoglie i documenti delle storie delle famiglie che hanno abitato questi luoghi.

Lago di Scanno

A pochi chilometri dal paese si trova il bellissimo lago di Scanno , originatosi dall'ostruzione del fiume Tasso a seguito di una frana staccatasi dal Monte Genziana moltissimi anni fa'.

Posto a 922 metri di altitudine, il lago ha 6,65 chilometri di perimetro e una profondità massima di 32 metri.

Una caratteristica di questo paese è il vestito che viene ancora indossato dalle donne anziane ed è tutto nero, mentre il vestito tradizionale viene indossato in alcuni giorni di festa. Il costume tradizionale è formato da un'ampia gonna con fitte pieghe, il comodino, un giubbino con maniche gonfie, la pettiglia, un lembo di stoffa sul petto con due file di bottoncini d'argento, il cappellitto, il copricapo, e le scarfuori, le scarpe leggere. Scanno è conosciuta anche per i lavori artigianali del tombolo , che sono dei merletti, per i lavori all'uncinetto, come coperte e centri, e per oreficeria , con preziosi lavori di oggetti in filigrana d'oro e d'argento.

Infine, per la gastronomia, ricordiamo i mostaccioli , dolci fatti con crema di mandorle e ripieni di cioccolato o mosto cotto e mandorle intere.
 




Cinema, News, Manifestazioni ed Eventi