Pescina ha dato i natali a grandi personaggi che fanno parte della storia politica, religiosa, letteraria d'Italia e d'Europa.
Giulio Raimondo Mazzarino nasce a Pescina il 14 luglio 1602, Cardinale e Primo Ministro in Francia, muore in Francia il 9 Marzo 1661.
Giovanni Artusi Canale detto il Pescina, architetto, scultore, incisore, fonditore ed inventore di strumenti musicali nasce a Pescina il 16 Aprile 1609, muore a Pescina il 21 Febbraio 1676 e seppellito nella chiesa di S. Antonio.
Rosato Sclocchi, laureato in legge, scrittore, poeta e storico, nasce a Pescina il 7 Dicembre 1828, muore a Pescina il 26 Gennaio 1913.
Luigi Colantoni, Canonico e Arcidiacono, storico nasce a Pescina il 22 Giugno 1843, muore a Pescina il 28 Giugno 1925.
Ignazio Silone (Secondino Tranquilli) scrittore di fama internazionale nasce a Pescina il 1 Maggio 1900. Muore a Ginevra (Svizzera) il 22 Agosto 1978, le sue ceneri riposano sotto il campanile della chiesa di San Berardo a Pescina come da sua volontà testamentaria.
Arrivando a Pescina merita visitare:
- Chiesa di S. Antonio da Padova del 1200 con portale romano-gotico ;
- Convento di S. Francesco - oggi teatro - iniziato a costruire proprio dal Santo, che sostò in Pescina quattro mesi;
- Cattedrale S. Maria delle Grazie del 1480, al suo interno: gruppo ligneo di scuola abruzzese-napoletana "La Madonna del Popolo", "Madonna col Bambino" del Patrignani - restaurata nel 1969 dalla pittrice Ines Tabassi;
Seguendo la strada che costeggia il fiume Giovenco, è possibile ammirare la loggetta del 1500, dove il 4 luglio 1602 nacque il Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, sede oggi del museo mazzariniano.
In alto si ergono i resti del castello sulla Rocca "Arx", oggi chiamata Rocca Vecchia.
I resti della Chiesa di S. Berardo, dove sotto il campanile vi è la tomba di Ignazio Silone, la Rocca Vecchia e la Torre Pentagonale. Paleolitico Superiore-Mesolitico: Grotta Tronci, Riparo Maurizio.
Secondo Tranquilli, più conosciuto con lo pseudonimo, e in seguito nome ufficiale di Ignazio Silone nasce a Pescina dei Marsi in Abruzzo nel 1900 e lì comincia in seminario i suoi studi.
È costretto ad interromperli in seguito al terremoto del 1915 nella Marsica, durante il quale muoiono il padre e cinque fratelli, per poi proseguirli a Roma, usufruendo dell'assistenza che lo Stato dava agli orfani.
Ancora giovanissimo si dà alla politica come socialista attivo e nel 1921 partecipa alla fondazione del Partito Comunista, dal quale si stacca però nel 1930, in disaccordo con le purghe staliniane.
Si oppone al fascismo sin dalle origini.
Fa attività politica anche durante il regime, ma dopo le leggi eccezionali è costretto nel 1927 come Gramsci ad espatriare e rifugiarsi in Svizzera.
Da qui comincia a scrivere e i suoi romanzi riscuotono un certo successo dappertutto in Europa, ma non sono ancora conosciuti in Italia.
Le sue opere vennero pubblicate in patria solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando Silone, dopo la Liberazione del 1945 può tornare.
Tornato in Italia, Silone resta nell'area socialista; tra le varie vicende in cui è coinvolto è anche deputato della Costituente; ha inoltre tra il 1949 -1950 un'accesa polemica con Togliatti sulla struttura e i metodi dei partiti comunisti. Dopo essersi allontanato dalla politica si dedica all'attività di narratore e saggista.
Muore a Ginevra nel 1978. Per diverso tempo Silone ha costituito per la critica un caso anomalo, per il quale la difficoltà maggiore appariva l'impossibilità di inquadrarlo in un modulo o in una corrente. I romanzi "Fontamara" (1933), "Pane e vino" del 1937 e "Il seme sotto la neve" del 1941 e con esso costituiscono una specie di trilogia di denuncia delle ingiustizie perpretate verso le classi popolari.
Nelle opere successive "Una manciata di more" del 1952 e "La volpe e le camelie" del 1960 è possibile riscontrare quello che la critica ha definito "evangelismo socialista", per il quale l'autore è stato spesso criticato a causa di una lettura in funzione anticomunista.
Maggiore fortuna ha il romanzo-saggio "L'avventura di un povero cristiano" del 1968, incentrato sulla personalità del papa Celestino V e sui rapporti tra politica e morale.
Molto interessante è anche l'opera "Uscita di sicurezza" del 1965, una raccolta di ricordi sul proprio itinerario politico che stimolò in modo ancora più acceso il dibattito intorno alle sue posizioni politiche.
Il prosieguo del suo lavoro in Italia, anche durante gli anni '50 e '60 ("L'avventura di un povero cristiano", "Uscita di sicurezza") ha indotto molti a una rilettura senza pregiudizi anche delle opere precedenti.
In questa riflessione vi è l'ammissione del valore letterario dell'autore e della eccezionale singolarità del suo mondo poetico."
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