Portale Turistico di Strada dei Parchi
 

Tag Cloud

Un modo nuovo ed originale di cercare e trovare sul sito:
2
GIU
2009

Rocca San Giovanni

I Borghi d'Abruzzo
 

Il nome

Risale alla metà del secolo XI, quando Oderisio I, abate del monastero di San Giovanni in Venere, fortificò il piccolo abitato che gli sorgeva vicino, chiamandolo Rocca san Giovanni.


La Storia

1047, la prima testimonianza dell’abitato è in un diploma dell’imperatore Enrico III indirizzato al monastero di San Giovanni in Venere.
1076, l’abate Oderisio I fortifica il piccolo nucleo di case per la difesa degli abitanti e dei monaci, includendovi una chiesa dedicata alla Madonna e a San Giovanni Battista.
1200, Oderisio II ingrandisce l’abitato espandendo le mura e rendendole più possenti, al fine di accogliere nei momenti di pericolo gli abitanti sparsi nei casolari; fa costruire tre torri ed erigere la parrocchiale di San Matteo.
1346-81, in lotta con Lanciano, l’abbazia di San Giovanni in Venere e la Rocca vivono momenti difficili, che si concludono con l’incendio del borgo.
1456, un forte terremoto rade al suolo buona parte delle abitazioni e della cinta muraria.
1530, pirati turchi penetrano in paese e fanno alcuni prigionieri; Rocca si munisce allora di torri di avvistamento per prevenirne le scorribande.
1627, un altro terremoto porta morte e distruzione; la cinta muraria viene ricostruita e i Benedettini si prodigano nel restauro degli immobili di loro proprietà.
1820-21, il borgo partecipa senza successo ai moti carbonari, ai quali seguono anni di repressione.
1860, Giustino Croce guida l’insurrezione popolare, strappa il vessillo borbonico e stabilisce per Rocca la scelta dell’Italia Unita; divenuto sindaco, nel 1862 inizia la costruzione del Palazzo Municipale.
1990, a seguito della demolizione di antiche abitazioni, viene creata l’odierna piazza che esalta la chiesa e il campanile, ma subisce negli anni la costruzione di edifici incongrui che ne mortificano l’armonia.
 
 

La Costa dei Trabocchi
 

 Il trabucco è un'imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d'Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall'acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un'enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.
 
La diversa morfologia della costa garganica e abruzzese ha determinato la compresenza di due diverse tipologie di trabucco: quella garganica prevede l'ancoraggio ad uno sperone di roccia di una piattaforma estesa longitudinalmente alla linea di costa, dalla quale si dipartono le antenne. La variante abruzzese insiste spesso su litorali meno profondi e si caratterizza pertanto per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa, alla quale è collegata da un ponticello costituito da pedane di legno.
 
Tra i monumenti ricordiamo la Chiesa di San Matteo, in stile romanico e ancora dotata delle originarie arcate gotiche; l’ottocentesco Palazzo Comunale e il torrione medievale che fa parte della cinta muraria del XIII secolo, di cui rimane solo un tratto, con grazioso camminamento.

All’interno, il borgo ha interessanti edifici ottocenteschi, come Palazzo Colizzi, quasi tutti con ampi giardini interni, e qualcuno con balconi in ferro battuto. Ma il tutto avrebbe bisogno di una rigorosa riqualificazione, di un’attenzione particolare, indispensabili per restare tra i Borghi più belli d’Italia.
 

Il prodotto del borgo


Città del Vino, Rocca vanta due cantine che producono vini Doc Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo, con particolare attenzione ai bianchi. Se i vigneti si perdono a vista d’occhio, gli ulivi non sono da meno: dalle olive Gentile di Chieti si ricava l’olio Dop Colline Teatine, un fruttato dai sentori erbacei e di colore verde oro.

La Costa dei Trabocchi, infine, regala una varietà tipica di arance.
 

Il piatto del borgo

Acciughe o sardine, mollica di pane, aglio, prezzemolo e olio extravergine di oliva sono gli ingredienti per preparare la “palazzole”, piatto tipico della tradizione marinara. Il pane va sbriciolato, si tagliano prezzemolo e aglio, si dispone il pesce a strati alternando gli ingredienti e si inforna.
 
 




Cinema, News, Manifestazioni ed Eventi