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GIU
2009

Guardiagrele

I Borghi d'Abruzzo
 

Il nome

Secondo alcune fonti il nome primitivo di Guardiagrele era Aelion, da un antico tempio dedicato al dio del sole, Apollo (Hélios), sul quale sarebbe poi sorta la chiesa di S. Maria Maggiore.
Il nome Aelion sarebbe divenuto nel IV sec. a.C. Graelion, per poi essere trasformato in Graelium dai Romani, in Grele dai Longobardi e Graeli dai Normanni, e infine in Guardia (dal longobardo warda, che indica un posto di vedetta militare) di Grele, da cui l'attuale Guardiagrele.
 

La Storia

 • VII sec., del presidio militare longobardo resta oggi solo il torrione. La prima menzione completa del nome si ha solo nel 1308, nei registri delle decime che parlano di clerici castri de Guardia Grelis. Nell'XI sec. una bolla papale nomina tra i possedimenti del monastero di S. Salvatore a Maiella una villa quae vocatur Grele.
• XII-XIV sec., l'agglomerato comincia ad assumere l'aspetto di una cittadina: è completata la cinta muraria e si costruiscono chiese e palazzi. Si sviluppa un artigianato raffinato e originale, che all'inizio del XV sec. raggiungerà le vette dell'arte orafa con i capolavori di Nicola da Guardiagrele. A conferma della sua vivacità economica e civile, Guardiagrele ottiene nel 1391 il permesso di battere moneta dal Re di Napoli. Nel periodo di maggior splendore, che si prolunga per tutto il XV sec., la città conta 33 torri ed è una piazzaforte militare del Regno di Napoli.
• 1706, un disastroso terremoto distrugge buona parte del borgo.
• 1799, Guardiagrele è devastata dalle truppe francesi del generale Coutard, cui si uniscono dei facinorosi provenienti dal vicino comune di Orsogna, con il quale da anni era aperta una disputa su alcune proprietà.
• 1863, i briganti della "Banda della Maiella", con a capo Domenico Di Sciascio di Guardiagrele, sparano contro i bersaglieri piemontesi, considerati invasori. Al fenomeno del brigantaggio, che interessa i primi decenni dopo l'Unità d'Italia, segue quello dell'emigrazione, negli anni a cavallo tra Otto e Novecento.
• 1943-44, Guardiagrele, occupata dai tedeschi, subisce pesanti bombardamenti dagli alleati.
 

I capolavori dell'arte orafa di Nicola da Guardiagrele

La particolare posizione in faccia alla Maiella spiega le caratteristiche del nucleo storico: l'uso alternato della pietra e del mattone e la straordinaria espressione d'ambiente che fa di questa "città di pietra", come la definì D'Annunzio, quasi un pezzo di "natura" dentro la natura.
Il tessuto urbanistico attuale si è formato tra il XIII e XV secolo, quando la cinta muraria, dall'originario presidio longobardo del VII secolo, raggiunse il suo massimo sviluppo sull'acrocoro.
 

 
Visita del Borgo

La visita al borgo inizia dalla chiesa di S. Maria Maggiore, sorta intorno all'XI sec. e inserita nell'elenco dei monumenti da tutelare più importanti d'Europa. Il prospetto principale presenta uno stupendo portale ogivale trecentesco, tra i più eleganti del gotico abruzzese. Magnifico è anche, nella lunetta del portale, il gruppo scultoreo dell'Incoronazione della Vergine attribuito alla scuola di Nicola di Guardiagrele.
 
Sotto il porticato con colonne, a fianco della porta laterale, vi è il grandioso affresco di Andrea De Litio (1473) raffigurante S. Cristoforo. Nell'interno completamente ricostruito nel Settecento a causa di un terremoto, fatiscenti stucchi barocchi e un'edicola dell'epoca valorizzano un affresco del XV secolo raffigurante la Madonna del Latte.
 
Il complesso monumentale di S. Francesco si presenta oggi nelle forme della trasformazione settecentesca, ma la struttura risale al Trecento, quando furono realizzati il portale e il campanile. Nella sacrestia è murata una fontana tardorinascimentale in pietra bianca.
 
Secondo la tradizione, la chiesa di S. Nicola di Bari fu fondata nel IV secolo su un antico tempio pagano dedicato a Giove. Ha un impianto a navata unica, e anche qui l'interno è frutto della ricostruzione seguita al terremoto del 1706. I portali, notevoli, sono di età rinascimentale; la torre è squadrata agli angoli con conci di pietra della Maiella, mentre la struttura è in pietrame.
E' di epoca rinascimentale anche il portale della chiesa, oggi sconsacrata, di S. Silvestro, edificata nel IV secolo su un tempio pagano dedicato a Diana.
 
La chiesetta di S. Chiara è caratterizzata all'interno da una profusione di stucchi settecenteschi. Interessante è anche il Crocifisso del XVI secolo, in legno scolpito e dipinto, di scuola guardiese.
 
Il Convento dei Cappuccini e la chiesa annessa risalgono al 1599. Qui si conserva un prezioso altare ligneo di gusto tardo-barocco del XVIII secolo. S. Rocco, d'impianto medioevale, è una chiesa divisa in tre navate con volte a botte e archi a tutto sesto, e sontuose decorazioni barocche. Ai lati dell'ingresso, sulla parete di fondo delle navate laterali, vi sono due magnifici archi ogivali di stile tardogotico trecentesco.
 
Quanto all'architettura civile, l'esempio più importante è il Palazzo Vitacolonna, realizzato nel XVIII secolo interamente in mattoni. La monumentale facciata, ispirata a canoni rinascimentali, presenta una lunga balconata su mensole. Di rilievo l'ingresso, con un vano scala costruito in mattoni e pietra della Maiella e pavimentazione in ciottoli di fiume.  Splendido l'imponente scalone su volte rampanti. Al piano nobile, un birichino dipinto di metà Ottocento, Leda e il cigno di De Benedictis.
 
Palazzo De Lucia è un magnifico monumento di architettura residenziale del XVI secolo. Ha un importante portale e una scalinata interna a volte rampanti. A Palazzo Elisii (XV-XVIII secolo) si entra attraverso un grande portale bugnato. Da notare l'elegante fattura delle finestre barocche.
Palazzo Marini, che ospitò la Zecca Guardiese del 1391, conserva ancora il portale trecentesco a sesto acuto.
 
Da ammirare anche Palazzo Iannucci (XV secolo), Palazzo Liberatoscioli, realizzato negli anni Venti, raro esempio di architettura Liberty, Palazzo Aloè (XVIII secolo) e l'adiacente Palazzo Vassetti, con facciata monumentale caratterizzata dai bugnati in pietra della Maiella.
 

Il prodotto del borgo
 

 
Sede del "Centro d'eccellenza per l'artigianato d'Abruzzo", Guardiagrele offre al visitatore tutta la bellezza del "fatto a mano": ferro battuto, ceramica, legno tornito, rame lavorato, tombolo, coperte e costumi abruzzesi, pietra lavorata e naturalmente arte orafa e gioielli.
 

Il piatto del borgo

Particolarmente apprezzata dai visitatori è la produzione dolciaria e pasticcera: torroni, amaretti, marzapane e, soprattutto, le sise delle monache, pudicamente chiamate anche tre monti, paste fresche di pan di spagna farcite di crema e cosparse di zucchero a velo.
 
 




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