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18
MAG
2009

Atri

Tour delle Cittą d'Arte: Atri
 
Situato su una collina a pochi chilometri dal mare, tra il Piomba ed il Vomano, Atri è uno dei centri storici ed artistici più importanti dell'Abruzzo.
 
È il turismo, quindi,il volano dell'economia atriese vista la quantità e la qualità dei monumenti presenti. Sotto il profilo paesaggistico interessanti sono i calanchi che circondano il comune.
 

Storia

Atri ha origini antichissime e si presume che la sua storia sia iniziata nel X secolo a.C. con la migrazione degli Illiri. Prima con il nome di Hadranus poi come Hatria, questo centro è sempre stato di grande importanza sin dall' epoca dei romani, soprattutto per la sua posizione strategica.

L'area accoglie una delle forme più affascinanti del paesaggio adriatico: i calanchi, maestose architetture naturali.
Queste straordinarie formazioni geologiche sono originate dall'erosione del terreno argilloso, provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti, che rendono visibili numerosi fossili marini.
In Abruzzo i calanchi sono presenti in numerose zone collinari, ma solo ad Atri caratterizzano così fortemente il paesaggio.
 

Monumenti

L’edifico di culto più importante del paese è la cattedrale.
La chiesa sorge su un complesso termale di origine romana, di cui nella piazza dove vi si affaccia, sono visibili brani, congiunti resti di abitazione e di una fullonica.
Il tutto risale tra l’età repubblicana e il III secolo d. C. L’edificio di culto è stato consacrato nel XIII secolo a ultimato nel XIV secolo.
I suoi portali, furono ripresi come modelli per le ulteriori costruzioni di edifici in quel periodo nell’intera regione abruzzese, la sua costruzione è data da Rainaldo d’Atri, che insieme a questo ha costruito il fianco destro.
Mentre gli altri lati sono di Raimondo di Paggio, edificati nella fine del XIII secolo e inizio XIV secolo.
 
La porta Santa è la prima porta a sinistra che è rimane aperta dal 14 agosto per una settimana.
Sul fianco sinistro, il campanile romanico ha un coronamento a cuspide con ciotole maiolicate costruito nel XVI secolo.
L’interno è decorato con affreschi votivi del 1300/1500; sotto il presbiterio, tratti del pavimento musivo dell’edificio termale, nell’abside, si possono osservare degli affreschi di Andrea de Litio, situato nella seconda metà del XV secolo.
 
Notevole è anche il battistero di Paolo de Garnis situato nella navata sinistra, fatto nel XVI secolo.
 
Sulla piazza principale vi si affaccia il teatro comunale, costruito nel XIX secolo, un possibile duplicato ridotto alla Scala di Milano.
 
Adiacente al fianco destro della Cattedrale c’è la chiesa di Santa Reparata, edificata nel XVIII secolo.
 
Importante è anche il museo diocesano. 
 
Sul retro della cattedrale, attorno al chiostro medioevale, raccoglie paramenti sacri, oreficerie del 1500/1600, delle ceramiche del 1500 al 1800 e delle maestose sculture lignee del 1300/1500.
 
Si può visitare la conserva d’acqua ricavata da una cisterna romana del II secolo che alimentava le terme.
L’interno decorato con affreschi del 1400 e sulla fronte, c’è un portale con rilievi risalenti alla fine dell’anno 1000. Sant’Agostino è un portale che congiunge due stili: quello gotico insieme ai primi influssi del rinascimento napoletano.
Costruito per opera di Matteo da Napoli nel XV secolo, è un portale di smisurata bellezza artistica.
 
Altri edifici importanti sono la chiesa di San Francesco, costruita nel XIV secolo e rifatta nel XVIII secolo e il palazzo Acquaviva, situato alla fine del corso centrale del 1300 e ristrutturato, ampliato e modificato nel 1500 e nel 1700, che mantiene i lineamenti originari nel loggiato del cortile. Il museo civico etnografico delle tradizioni popolari espone circa 2000 restauri che riproducono 18 ambienti della cultura popolare.
 
San Domenico è una chiesa edificata nella prima metà del 1300, modificata poi nel XVIII secolo, ha un portale superlativo fatto nel XIV secolo che per i suoi lineamenti ricorda quello di Rainaldo d’Atri, sul fianco della Cattedrale, c’è una scuola dell’artista accanto la chiesa di Sant’Andrea.
 

Calanchi di Atri 

Atri si affaccia su uno spettacolare anfiteatro di calanchi, protetti dal 1995 da una riserva naturale di 350 ettari.
La vegetazione include molte specie tipiche di climi desertici. I periodi migliori per la visita sono la primavera e l'autunno.
 
 
 




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